SCHERMA MEDIVEALE
La Scherma Medievale

Il corso di Scherma Medievale comprende tecniche di combattimento a mani nude, con la daga (spada corta) e con la spada codificate ed utilizzate nel periodo tra il 1300 e il 1400.
Ai giorni nostri la spada a due mani è studiata da alcune scuole di scherma tradizionale o scrimia essendo illustrata ampiamente da molti trattatisti dell'epoca come, ad esempio, il medievale Fiore dei Liberi e il rinascimentale Achille Marozzo.
La lama si divide in tre parti: la parte anteriore, detta punta o parte debole, che mantiene meglio il filo e che, generalmente, porta il colpo; quella posteriore, ovvero vicina all'elsa, detta parte forte, che non ha filo ma garantisce la robustezza dell'intera lama, usata spesso per parare; infine, quella mediana, che permette sia di parare che di colpire, ma soprattutto per fare spada contro spada, ingaggiare la lama e quindi ottenere le famose prese di ferro. Il peso medio di una spada a due mani era di circa un kg e mezzo. La lunghezza totale andava dai 110 ai 150 cm.
Data la sua elevata lunghezza e pesantezza, per caricare un colpo a volte si utilizzava tutto il corpo e, nel caso si volesse forzare la guardia avversaria, talvolta si utilizzava tenendo una mano sull'elsa e una mano tra il grado medio e il "debole" della lama. Quest'ultima non era molto affilata sia per permettere tale tipo di utilizzo, sia perché il colpo era dato proprio con il "debole" della lama.
Il combattimento era basato su tecniche a corta distanza (per atterrare e finire il nemico) e sui colpi di punta (per bucare le sue difese).




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